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mercoledì 18 giugno 2008

119) DIAVOLA DI UNA CAVERZAN... hai risvegliato il peccato nella fantasia del prete


EROTICO O ERETICO?

La sindaca Caverzan "scomunicata" dal settimanale diocesano: i bacchettoni le fanno pubblicità gratis, lei dovrebbe almeno ringraziarli per tanta attenzione. Oggi tra "vita del popolo, nuova venezia e nuova mestre" ha avuto spazi che se acquistati costerebbero fior di quattrini...

Oggi sulle prime pagine dei giornali locali spicca la notizia della "scomunica" che arriva dalla "Vita del Popolo" e diretta alla sindaca di Scorzè Clara Caverzan, rea di aver scritto e pubblicato un romanzo un pò "osè" ...

Evidentemente questi preti d'altri tempi non hanno nulla di più importante a cui pensare e probabilmente non hanno neppure letto per intero la bibbia, che di sesso più o meno figurato parla senza pudori (e migliaia di anni fa..)

Cantico dei Cantici
- Capitolo 4 Lo sposo
[1]Come sei bella, amica mia, come sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe, dietro il tuo velo. Le tue chiome sono un gregge di capre, che scendono dalle pendici del Gàlaad.
[2]I tuoi denti come un gregge di pecore tosate, che risalgono dal bagno; tutte procedono appaiate, e nessuna è senza compagna.
[3]Come un nastro di porpora le tue labbra e la tua bocca è soffusa di grazia; come spicchio di melagrana la tua gota attraverso il tuo velo.
[4]Come la torre di Davide il tuo collo, costruita a guisa di fortezza. Mille scudi vi sono appesi, tutte armature di prodi.
[5]I tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, che pascolano fra i gigli.
[6]Prima che spiri la brezza del giorno e si allunghino le ombre, me ne andrò al monte della mirra e alla collina dell'incenso.
[7]Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia.
[8]Vieni con me dal Libano, o sposa, con me dal Libano, vieni! Osserva dalla cima dell'Amana, dalla cima del Senìr e dell'Ermon, dalle tane dei leoni, dai monti dei leopardi.
[9]Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo, con una perla sola della tua collana!
[10]Quanto sono soavi le tue carezze, sorella mia, sposa, quanto più deliziose del vino le tue carezze. L'odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
[11]Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa, c'è miele e latte sotto la tua lingua e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.
[12]Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata.
[13]I tuoi germogli sono un giardino di melagrane, con i frutti più squisiti, alberi di cipro con nardo,
[14]nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo con ogni specie d'alberi da incenso; mirra e aloe con tutti i migliori aromi.
[15]Fontana che irrora i giardini, pozzo d'acque vive e ruscelli sgorganti dal Libano.

La sposa
[16]Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino si effondano i suoi aromi. Venga il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti.

“Quanto sono belli i tuoi piedi dentro le calzature, o figlia del principe. Le curve dei tuoi fianchi sono quasi monili fabbricati dall’artigiano. Il tuo ombelico è una coppa tornita, non vuota di bevanda. Il tuo ventre è quale un mucchio di grano custodito dai gigli. Le tue coppe quali due caprioli gemelli. Il tuo collo torre d’avorio. I tuoi occhi son come le vasche di Hesebon alla porta di Bathrabin, il tuo naso quasi una torre da Libano che guarda a Damasco. Il tuo capo come la porpora del re, di perfetto lavoro. Quanto sei bella, e quanto ammirevole, carissima, in delizia. Il tuo portamento è di palma, le tue mammelle son grappoli d’uva. Ho detto salirò sulla palma e ne coglierò i frutti e saranno le tue mammelle come grappoli della vigna, quella bocca avrà profumo di mela. La tua bocca è come vino ottimo degno di essere bevuto dal mio diletto, d’essere gustato dalle sue labbra e dai suoi denti” (CdC 7, 1-10).

“Le tue mammelle sono grappoli d’uva” (Cdc 7,8). “Il tuo seno è una tazza rotonda” (Cdc 7,3), sussurra l’amante alla donna che ama. “Il tuo ventre è quale un muschio di grano custodito dai gigli” (Cdc 7,3) e la donna dolcemente lo prende per mano: “vieni amore, andiamo nei campi, passiamo la notte tra i fiori. Laggiù ti darò il mio amore” (Cdc 7,12-13). E lui ancora: “come sei bella amica mia, come sei bella (Cdc 4,1). Le tue labbra somigliano ad un filo scarlatto e la tua bocca è graziosa (Cdc 4,3). Quanto sono dolci le tue carezze … le tue carezze sono migliori del vino (Cdc 4,10). E lei dice: “come sei bello amico mio, come sei da amare” (Cdc 1,16).

imparassero questi grigi alti prelati, capissero che la malignità è in chi legge.

a preti e clero faccio un augurio:

... fatevi una famiglia, scopate di più e alla luce del sole, sfogate i vostri naturali istinti in modo gioioso e normale, imparate ad amare e sparirà il diavolo che è dentro di voi e nei tristi insegnamenti che avete ricevuto... il sesso è un dono, godetene!
ne trarrete vantaggi e armonia.

... e tante brutte storie di amori nascosti, di squallida pedofilia e morbosi confessionali sarebbero un brutto ricordo del passato.

" la Chiesa va a letto con politici e generali, e poi rovina la vita ai ragazzini che si fanno una sega"

43 commenti:

clairette ha detto...

grande gabriele !sei grande ... nel frattempo vado in cerca dell'enciclica del papa sull'orgasmo... poi vedrò che farne... alleluja!!!

ukar ha detto...

bella zio!!! gabri se vai in internet e digiti orgasmo - papa ne troviamo da far nascondere la caverzan... IL PAPA E' CONTRO L'EIACULAZIONE PRECOCE E l'ORGASMO TROPPO TARDIVO!
Finalmente una buona novella dal pontefice per le donne:

Commentando la "De humanae vitae", enciclica di Paolo VI, il papa ha detto:

"Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole
assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi
della persona amata, allora ciò......"

Corriere della Sera 11.05.08 pagina 18.

Ne possiamo ragionervolmente desumere:

1) Giochetti erotici sado maso SI, ma col consenso della persona amata. Quindi
se si vuole gicare al Master od alla Mistress, il (la) partner deve essere un
consenziente Bottom. (Ma questo già lo prevede il Codice Penale)

2) Chi soffre di eiaculazione precoce (i cosidetti PIC che fanno dire o pensare
alla partner *gia fatto?* si adeguino ad una ritardata eiaculazione. Il loro
tempo deve rispettare il tempo della persona amata.
Quindi maschietti modello fratel coniglietto attenti: eiaculazione, come minimo
contemporanea all'orgasmo della partner, seella è multi orgamica, allora dopo
l'esaurimente dei suoi orgasmi.

2) Le fanciulle che soffrano di orgasmo ritardato ne parlino con il partner, non
facciano finta di avere l'orgasmo, ma si abbandonino, coinvolgendo il partner,
in tutte le loro segrete fantasie erotiche, al fine di accellerare il tempo
dell'acme orgastico.

Finalmente un messaggio positivo per le donne dal Vaticano! Soprattutto per le
donne, in quanto molte sono anorgastiche proprio perchè i loro partner sono dei
"pic indolor"!

Quindi, semza reciproco sollazzo, il sesso (copula, fellatio, sodomitio, 69,
masturbatio inter partes) è una violenza che lede "la dignità della persona
stessa".

Parole di Benedetto XVI°

Gaudeamus igitur!

Ukar

pomp...osa , quella nei pressi di ferrara che hai capito? ha detto...

La Bibbia dice: “Non guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, ma la trave nel tuo occhio”. Al che i gruppi gay hanno replicato: se la trave te la metti nell’occhio, lo stai facendo in modo sbagliato”.
...mi pare che il direttore in questione un po' ci stia... così dico con la trave ...

E MO' CE DIVERTIMO ha detto...

E' LUNGO MA NE VALE LA PEN...A
e' PROPRIO VERO A sCORZè NON SI PUò DIRE PIù NIENTE DIOAVOLA DI UNA CAVERZAN!!!
LEGGETE FINO IN FONDO ( ... OOPS!!!)
E' lungo ma ne vale la pena!!!Luttazzi: il monologo censurato
da jaleo, via violetta: la trascrizione del monologo censurato di Luttazzi
Benvenuti a DECAMERON. Politica, sesso, religione e morte. Un programma televisivo così bello che ne vedi una puntata e dici: “Oh, non guarderò mai più la vita vera finché campo!” Uuuuh! Stasera sono proprio elettrico. Sarà che mi devono arrivare. Qua a Roma è arrivato l’inverno. Fa molto freddo. Fa tal freddo che le minorenni sulla Salaria offrono pompini gratis ai ciccioni. Un mio amico va a puttane sulla Salaria. Gli ho detto che in giro è pieno di ragazze oneste e rispettabili. Sì, mi fa lui, ma quelle non posso permettermele. Fa veramente molto freddo. Fa talmente freddo che oggi Mussi spalmava il vicks vaporub sulla Cosa Rossa.

Fa molto freddo, ma sono bellissime giornate. C’è un sole splendido. E quando c’è il sole, sono tutti allegri. Oggi ho visto un funerale entrare in un McDonald’s. Ballavano la conga.
Mi accodo al trenino ed entro anch’io. Era il McDonald’s di piazza di Spagna. Sì, a Roma in piazza di Spagna c’è un McDonald’s. Non bisogna stupirsi. I McDonalds sono ormai dappertutto. Mia sorella ha un McDonalds nella sua cucina. Io ne ho uno nei miei pantaloni.

E mentre sono lì che contribuisco a disboscare la foresta pluviale mangiando un Big Mac da 3 etti, mi viene in mente una cosa. Nessuno pensa mai al sacrificio delle mucche che vengono macellate per la goduria del nostro palato. Bisognerebbe onorare il loro sacrificio. Con delle raffigurazioni. Con delle icone. In chiesa ci sono le stazioni della via Crucis, no? In un McDonald’s dovrebbero esserci dei quadretti simili. Con una mucca al posto di Gesù. Più o meno 14 quadretti: 14 stazioni della via Crucis della mucca, la Cow Crucis, con sotto delle brevi didascalie. Mi sembra una buona idea. Onoriamo il sacrificio delle mucche. Anche perché sembra che le mucche tengano una lista delle persone che mangiano hamburger: per quando si vendicheranno.

Qualcuno mi ha chiesto: Daniele, perché ce l’hai con la religione?
Perché mi sono convinto che le religioni sono pericolose. Operano un plagio di massa che ha una funzione sociale di controllo; e che diventa pericolosissimo quando la religione, forte del numero, tende a far coincidere il peccato col reato, e a condizionare l’attività dei governi.
Gli esempi in questo senso sono sempre all’ordine del giorno (staminali, pacs, eutanasia) e ormai insopportabili... Ricorderete come la Chiesa si sia opposta alla ricerca sulle staminali degli embrioni perché "l’embrione è uno di noi, è già persona". C’erano però tre contro-argomenti formidabili:

a) Quello teologico. S.Tommaso nega agli embrioni la resurrezione, in quanto privi di anima razionale, e pertanto non ancora esseri umani. (Supplemento alla Summa Theologiae, 80, 4); b) Quello pragmatico. La Chiesa nega il battesimo ai feti abortiti in modo spontaneo. Nella prassi, cioè, la Chiesa non considera il feto una persona finchè non nasce vivo. c) Quello naturale. Di tutti i concepiti, solo il 15-20% riesce ad annidarsi nell’utero materno. La natura stessa, cioè, non tutela così tanto il diritto alla vita del concepito, diritto che però si arroga la Chiesa. ...È stata poi la scienza, e non la religione, a scoprire, la settimana scorsa, che è possibile ricavare cellule staminali anche da tessuti adulti. Fine del dilemma etico sollevato ad arte. Con la nuova ricerca sulle staminali, gli scienziati ritengono che adesso potremmo fare grandi progressi, dalla cura del Parkinson alla rigenerazione della spina dorsale nel centrosinistra. ....

In realtà, lo sappiamo, il motivo vero è che la Chiesa teme le unioni omosessuali. Ma se è un tema così importante, com’è che Gesù non dice una parola in proposito? Gesù non dice una parola su questo, ma tante sulla tolleranza, l’accettazione, il non giudicare, il frequentare i reietti e gli ultimi. La Bibbia dice: “Non guardare la pagliuzza nell’occhio del tuo vicino, ma la trave nel tuo occhio”. Al che i gruppi gay hanno replicato: se la trave te la metti nell’occhio, lo stai facendo in modo sbagliato”.

La regola della convivenza umana è terrestre, non divina: ogni uomo è libero e deve poter decidere su di sé. ...E invece mille ostacoli. Col paradosso che i nostri parlamentari, per tenersi buoni i voti vaticani, da anni negano a noi, cittadini che li eleggiamo, i diritti che per sé loro si sono già attribuiti: da ben 16 anni, infatti, i parlamentari conviventi hanno gli stessi diritti dei parlamentari sposati. ......Nel frattempo Veltroni si trova a dover trattare con la segreteria di stato vaticana sull’eventuale istituzione di un registro delle coppie di fatto nel comune di Roma. Alla faccia della pari dignità dei cittadini che cattolici non sono, o che hanno preferenze sessuali non omologate.

...Ennesimo scadimento della laicità dello Stato, riconfermato dal voto della sinistra in Parlamento a favore dei privilegi economici della Chiesa cattolica: l’esenzione ICI e i meccanismi di assegnazione dell’8 per mille. .... Ecco papa Ratzi. Ride. Riderei anch’io se la mia ditta non pagasse le tasse. Ma la Chiesa non fa che rispettare il dettame evangelico. Gesù disse: “I miti erediteranno la terra”. Ed evitò astutamente di parlare della tassa di successione.

....L’abito di un cardinale: mozzetta rossa chiusa da dodici bottoncini. Sotto, rocchetto bianco in cotone con maniche a tre quarti ornato di pizzi e ricami. Sotto, fascia rossa di seta alla vita, con frangia, e sottana rossa di lana fine con bottoncini fino ai piedi. In testa, zucchetto rosso e berretta rossa a quattro angoli e tre spicchi o cappello a saturno nero ornato da cordone e fiocchi oppure mitria di seta bianca damascata. Se Gesù si imbattesse in un cardinale, scoppierebbe a ridere. ....

La separazione tra Stato e Chiesa, cioè fra reato e peccato, la indicò Gesù, quando disse: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Ne deduco che, se il papa è cattolico, Cristo non lo era. Altro guaio delle religioni: spesso danno una cornice nobile a comportamenti aberranti. Guardate come i musulmani in certi Paesi lapidano le loro donne. Non potrebbero farla franca, se non fosse per motivi religiosi.

Oppure, sempre la Chiesa cattolica. Milioni di persone muoiono in Africa di AIDS anche perché la Chiesa condanna l’uso del preservativo. Il preservativo, a quanto pare, è contro gli insegnamenti di Cristo. Anche se Cristo non ne ha mai parlato... Qualche mese fa il papa ha chiesto a una commissione vaticana un dossier sull’uso del preservativo come protezione dalle malattie. Oh, proprio adesso che mi ero abituato alla castità.

Avete letto l’ultima enciclica di Papa Ratzi? E chi non l’ha letta? È così amena! È più divertente di un barile pieno di anguille. «Spe salvi», salvi nella speranza. Un testo sulla superiorità della fede cristiana, che esalta la sofferenza, perché avvicina alle sofferenze di Cristo. Cristo è morto in croce per i nostri peccati! Uuh, ma così ci fa sentire troppo in colpa! Non poteva solo lussarsi un’anca, per i nostri peccati?

L’enciclica è piena di citazioni colte. E questo è il QUIZ della settimana: quali fra questi intellettuali non è citato da papa Ratzi nell’ultima enciclica? Sant’Agostino. Kant. Adorno. De Sade. E la risposta è: De Sade. La Spe salvi, sorpresa! è una dura condanna della modernità. Il giorno che venne eletto, dissi in teatro: “Hanno eletto il nuovo papa. È il cardinal Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileo”. Non mi sbagliavo. Dopo un mese Ratzi disse: “La risposta alla modernità è Cristo”. Io ho 46 anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata. ... Ratzi attacca l’illuminismo, ma la Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la Prima Repubblica francese del 1794. D’altra parte è noto che la Chiesa è lenta ad abbracciare la modernità. Fino a poco tempo fa, la loro idea di portatile era un chierichetto.

...Dico questo: se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito. ...Le religioni sono un fatto culturale. È tutto molto relativo. Il papa vorrebbe che tutti fossero cattolici. Le mucche vorrebbero che tutti fossero di religione indù. ....Qual è la verità sull’aldilà? Direi di partire da un semplice assioma: che nessuno ne sa niente. Mi piacerebbe che il papa una domenica si affacciasse su S.Pietro e dicesse: “Sapete una cosa? Nessuno ne sa niente. Siete liberi!”...

L’anno scorso Ratzi scrisse la "Lettera sulla collaborazione dell’uomo e della donna". Ratzinger ha scritto un documento sulle donne. La cosa mi colpì perché non immaginavo che Ratzinger ne conoscesse una. Nella lettera, Ratzinger scrive che la famiglia è il fondamento della società. Vecchio adagio dei reazionari di sempre. Ma già negli anni 60, filosofi e psichiatri come Deleuze e Guattari, Laing, Reich hanno spiegato che la famiglia patriarcale serve a perpetuare la società proprietaria e autoritaria.

....Qualche anno fa, una commissione teologica internazionale guidata da Ratzinger si riunì per rispondere alla domanda: "Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?".
Questi temi mi affascinano. In auto ascolto sempre Radio Maria. Anche perché è inevitabile: accendi la radio, c’è Radio Maria. ..."Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?" Io avrei voluto essere in quella commissione di Ratzinger. Come fai a dare a una risposta? È come chiedere "Dove vanno le anime dei Klingon dopo morti?" Da nessuna parte, dato che i Klingon sono un FRUTTO DELLA FANTASIA UMANA.

Cenni storici ...Nella Genesi, è il serpente a convincere Eva a mangiare la mela proibita. Eva dà un morso e cade in un lungo sonno da cui Adamo la risveglia con un bacio. No, questa è Biancaneve. Bè, se da piccolo ti avessero detto che Biancaneve è una religione, ci avresti creduto! Comunque: Adamo ed Eva mangiano la mela e Dio li caccia dal paradiso terrestre. Meno male che non ha scoperto cosa avevano fatto con le banane.

....Nel tempo, le funzioni mitiche svolte dalle religioni e dalle monarchie non spariscono: oggi vengono assolte dai mezzi di comunicazione di massa e dal potere simbolico dei segni-merce, nuovi mondi-di-sogno. La pubblicità come teologia della lavatrice. Provate adesso a immaginare qualcuno che pretenda di vendervi una lavatrice alla condizione che, se non la comprate, brucerete all’inferno. Lo mandereste a cagare. Ma no, lui pretende anche di essere rispettato, perché non è solo una lavatrice, è una religione! Segnalo una grande novità: nella Spe salvi, il papa mette in dubbio l’esistenza delle fiamme eterne dell’inferno. Ma il paradiso, raccontato da Ratzinger, sembra la stanza da letto di Cristiano Malgioglio. Il papa oggi scrive che la scienza non salva l’uomo. Allora, d’ora in avanti, niente più antibiotici a Ratzi, ok? ... Sentiamo cos’ha da dirci Nostradamus.

LE ULTIME PROFEZIE DI NOSTRADAMUS: La mafia aumenterà gli stipendi ai dipendenti. Verrà scoperta una nuova suoneria cellulare di Mozart. Fabrizio Cicchitto si ritirerà dalla vita politica. Passerà più tempo coi familiari, che chiederanno di non essere identificati. L’editore di Penthouse diventerà cattolico e metterà sulla copertina del mensile una Vergine "gratta&annusa". Un gigantesco asteroide colpirà la Terra nel 2014. L’impatto avrà l’effetto di 20 milioni di bombe atomiche simili a quella sganciata su Hiroshima. Le autorità militari prepareranno il mondo alla nuova vita post-impatto detonando una bomba atomica al giorno nei sette anni precedenti. Quello della Chiesa è pensiero magico. Nell’udienza di mercoledì, il papa ha esortato gli esorcisti a continuare il buon lavoro. Parole di incoraggiamento anche ai cacciatori di vampiri.

Dice: Ma tu Daniele sei cattolico? Certo. Sono cattolico, apostolico, decaffeinato..... E mi affascina la storia di Giacomo, il fratello di Gesù. Sapevate che Gesù aveva un fratello? Io l’ho letto anni fa sulla Settimana enigmistica e non l’ho più dimenticato. Dev’essere stata dura, avere Gesù come fratello. Vinci una gara di nuoto, lui cammina sulle acque. Sai fare un cocktail, lui trasforma l’acqua in vino. Fai ripartire un’auto in panne, lui resuscita Lazzaro. Ti viene l’herpes, lui muore crocifisso. Che palle!

....No, in realtà non sono cattolico. Sono cristiano monofisita: non riconosco le decisioni del concilio di Calcedonia nel V secolo. Ero cattolico, finchè un giorno Dio mi è apparso in sogno e mi ha rivelato che erano tutte stronzate. Ok, non era un sogno: mi ha parlato da un roveto ardente. Ok, non era un roveto ardente: era il boschetto di una ragazza che stavo leccando. Comunque resto convinto che il cristianesimo sarebbe stato diverso, se Gesù avesse avuto una decappottabile.



[Nota personale: è curioso come le cose che potrebbero convincermi ad accendere la tv non vengano mai trasmesse. Nel paese dei ciechi, l'orbo di un occhio sarebbe re, se non fosse che gli altri tenterebbero di "curarlo" seduta stante. ]

cru 7 do
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Anonimo ha detto...

DA http://www.mondofamiglia.it/centrofamiglia.tn/dossier/01/dossier1-2.htm

Parte prima


ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI





La sessualità nel contesto culturale

Il campo della sessualità è uno degli ambiti in cui si è manifestato nel modo più radicale il cambiamento tipico del nostro tempo. Gli studi scientifici antropologici, psicologici e sociologici hanno fatto scoprire il mondo ricco e complesso della sessualità umana fino a quel momento nascosti o sconosciuti. Il modo tradizionale di concepire la sessualità era privo si scientificità e abbastanza omogeneo all’interno delle varie culture: ne accentuava il carattere procreativo e la dimensione sociale, e, in generale, esprimeva un concetto abbastanza riduttivo e diffidente nei confronti della sessualità umana. La cultura attuale modifica tale concezione. La sessualità viene vissuta come un fatto privato, non orientato alla procreazione, ma all’espressione della libertà personale, alla relazione amorosa e alla ricerca dell’autorealizzazione; spesso limitata al piacere, viene di frequente sfruttata socialmente e banalizzata. È importante constatare il senso del cambiamento: la sessualità non è più intesa come un mondo carico di sospetto, circondato di silenzio e di repressione, ma come un aspetto buono e positivo della vita. Ne viene evidenziato il carattere di relazione interpersonale in un contesto abbastanza pluralista e all’interno di una concezione privatistica dell’esistenza.

Questa nuova mentalità, nella quale è certamente possibile trovare alcuni aspetti interessanti, ha posto una sfida alla comunità dei credenti. A volte si ha l’impressione di procedere a tentoni, senza più quei confini che definivano in modo preciso cosa è giusto e cosa non lo è. Molti coniugi vivono con inquietudine la diversità tra la loro esperienza in campo sessuale e i nuovi comportamenti dei loro figli. I fidanzati che incontriamo nei corsi e negli itinerari sono figli di questa mentalità, che riconosce come norma di comportamento la combinazione dei due principi della spontaneità e dell’accordo comune. Una mentalità che non riesce a comprendere una normativa esterna, né che venga richiesta una spiegazione alla spontanea attività sessuale dell’individuo, ma che anzi esige una spiegazione per tutto ciò che una norma etica intende proporre.

Cercheremo pertanto di addentrarci in questa tematica ponendoci questa domanda: qual è il modo di concepire, dal punto di vista umano e cristiano, la sessualità in generale e, in particolare, la sessualità della coppia?





Lo sviluppo della sessualità verso un progetto di vita

Anche se la dimensione sessuale emerge prepotentemente solo nella fase puberale, e lo sviluppo fisico si realizza nel giro di pochi anni, la sessualità segna profondamente tutta la persona e tutto l’arco dell’esistenza.

Qualunque cellula del nostro corpo porta in sé il marchio genetico del nostro essere maschio o femmina: non possiamo dire semplicemente che "abbiamo dei genitali", ma piuttosto che "siamo sessuati". La sessualità è dunque la dimensione che ci qualifica come persone, e come esseri fatti per la relazione. Nella persona possiamo riconoscere diversi livelli, sempre correlati fra loro, ed in essi inquadrare anche la sessualità. In primo luogo il livello fisico-genitale, dove si situano l’attrazione genitale, gli impulsi e le reazioni spontanee del comportamento sessuale. Un secondo livello è quello della sensibilità, dell’affettività, dell’erotismo. Infine il terzo livello è quello dell’"io" cosciente di se stesso, capace di conoscere, di amare e di entrare in relazione con gli altri, riconoscendoli come persone; qui si dà l’orientamento alla propria esistenza. Lo sviluppo della sessualità nell’adolescenza percorre queste tappe non senza tensioni e difficoltà, come tutti noi sappiamo, e la meta, sempre davanti a noi, è l’integrazione matura e responsabile di queste componenti in un progetto di vita centrato sull’amore. In questo percorso, e ancor più sull’idea profonda che ciascuno di noi ha della sessualità, ha influito il clima familiare, con le cose dette ma ancor più coi silenzi, le proibizioni, le paure, il tipo di relazione maschio-femmina che si svolgeva sotto i nostri occhi, la nostra relazione con il padre e con la madre... Infine la nostra sessualità si costruisce sulle esperienze, positive e negative, della nostra vita.




La sessualità nella relazione di coppia

Passando a considerare la sessualità della coppia, emerge subito un bisogno di concretezza. Non possiamo affrontare questo tema con i fidanzati limitandoci alla ricerca del significato e dell’etica, che possono essere percepiti come lontani dalla vita intima della coppia, fatta di gesti ben concreti e di difficoltà non risolvibili con dichiarazioni di principio.

I giovani che incontriamo nei corsi e negli itinerari devono percepire nella comunità ecclesiale un’attenzione concreta alle problematiche pratiche della vita sessuale, e la possibilità di trovare aiuto in caso di difficoltà, o andranno altrove... col rischio di perdere di vista la pienezza delle dimensioni della sessualità a favore di tecniche vuote.

È necessario quindi fornire alcune semplici informazioni per vivere bene l’intimità sessuale nella relazione di coppia.

Il primo elemento da riconoscere è la differenza. Siamo diversi, maschi e femmine, non solo sul piano anatomico, ma anche, e profondamente, nel rapporto con la nostra sessualità. Pensiamo all’esperienza che segna l’avvenuto sviluppo nei due sessi: per il maschio, le prime eiaculazioni, con la carica di piacere che comportano; per la ragazza, la mestruazione, fonte di disagio e talvolta anche di dolore, segnata da tabù ancora presenti nella nostra epoca, esperienza che richiede spesso anni per essere accolta come segno positivo. Inoltre l’atto sessuale è per la donna più carico di significati, primo fra tutti quello riproduttivo, che il maschio giovane spesso non tiene presente. Solo da questi accenni possiamo comprendere le diverse risonanze che l’intimità sessuale suscita nell’uomo e nella donna: semplificando, potremmo dire che nell’uno c’è più immediatezza, più istinto, più "concretezza", nell’altra più attenzione alle sfumature, più coinvolgimento affettivo, più bisogno di sentire il partner vicino e fedele... Per usare una frase espressiva, "l’uomo arriva all’amore attraverso i sensi, la donna arriva ai sensi attraverso l’amore".

La rapidità delle reazioni fisiche è molto diversa nei due sessi. Nell’uomo, l’erezione del pene si verifica immediatamente al risveglio del desiderio; il riflesso orgasmico può prodursi molto velocemente, e il ritorno alla fase di riposo è altrettanto rapida. Nella donna le modificazioni dei genitali che preparano il coito esigono spesso un tempo prolungato per prodursi, e la mancanza di attenzione da parte dell’uomo può essere un grande ostacolo. L’orgasmo è spesso condizionato dalla durata del rapporto e quindi dalla capacità dell’uomo di saper rallentare i propri riflessi. Anche la fase di risoluzione è molto più lenta.

La coppia che ignora queste differenze avrà grossi problemi nel trovare l’armonia sessuale. Gli influssi della mentalità attuale si fanno sentire sotto forma di "miti", spesso inconsapevoli, che vanno riconosciuti e smascherati per non lasciarsene condizionare. Ad esempio "ogni buona relazione sessuale finisce con l’orgasmo" oppure "il sesso deve essere spontaneo" si scontrano con la concretezza della vita di coppia, e la ricerca spasmodica del piacere come segno di riuscita sessuale è alla base della più frequente patologia riscontrata dai sessuologi: la perdita del desiderio.

Altro elemento fondamentale, e spesso trascurato, è il dialogo. È necessario parlarsi anche su questi argomenti, esprimere i propri desideri, paure, turbamenti, aspettative. È necessario ascoltare l’altro, non avere fretta, ricordarsi che il rapporto è preparato dalle attenzioni e dai gesti d’affetto di tutta la giornata. Potremmo dire che il rapporto sessuale richiede una preparazione remota, fatta di corteggiamento (attenzione, per i maschi, a non farlo solo finalizzato al sesso: la donna se ne accorge e si sente "usata"!), di riconoscimento e rispetto di eventuali difficoltà di salute ecc.

Attenzione va data alla pulizia del proprio corpo, cercando di essere gradevoli per il partner (sembrano cose ovvie...).

L’armonia sessuale è un cammino, non è frutto di tecniche ma di amore, rispetto, attenzione all’altro, dialogo aperto e sincero; nei casi in cui si dovessero manifestare difficoltà serie (vere disfunzioni sessuali), la cosa migliore è cercare l’aiuto di una persona esperta, senza falsi pudori e paure.

Infine, proprio i gesti fisici dell’unione sessuale ne esprimono il significato, come in un linguaggio del corpo che possiamo leggere in controluce. Le modificazioni degli organi genitali durante il rapporto "dicono" apertura alla relazione, all’accoglienza incondizionata dell’altro, esprimono in modo simbolico ed efficace la condivisione totale, il dono di sé senza riserve, per sempre, la pregnanza di novità e di vita che è sempre frutto dell’amore, e la gioia che ne consegue. La relazione sessuale genitale è la massima espressione dell’intimità: manifesta un amore pieno, totale, definitivo, fecondo. Purché questo amore si esprima anche negli altri ambiti della vita, per non far "dire" al corpo una menzogna...





La sessualità nel fidanzamento

Il cammino del fidanzamento implica una componente ineliminabile di intimità fisica. Alcuni "gesti" fisici però sono convenienti al progredire del dialogo e dell’avvicinamento tra due fidanzati, altri risultano inadeguati alla situazione che i due stanno vivendo, sia per eccesso che per difetto.

I rapporti pre-matrimoniali sono una prassi assai diffusa, anche se non sempre giungono a una relazione genitale completa, talvolta evitata più per paura o patologia, ma sostituita da intimità sessuali di altro tipo. Ci sono anche coppie che decidono, all’interno di un cammino di fede, spesso "accompagnate" da figure di riferimento, di vivere il fidanzamento riservando i gesti tipici della coniugalità a dopo il matrimonio, e questo non senza fatica.

Spesso i fidanzati giustificano i rapporti pre-matrimoniali con la necessità di conoscersi e di armonizzarsi in vista di una unione definitiva veramente consapevole e stabile.

L’attuale fragilità della coppia e del vincolo matrimoniale dimostrano in realtà (per ammissione delle stesse coppie) che proprio le convivenze sessuali prima del matrimonio rendono difficile la verifica della relazione, per una sorta di "annebbiamento" causato dal coinvolgimento fisico, che rende difficoltoso il cammino della conoscenza, dell’accettazione e dell’amore.

Anche l’esperienza clinica dei sessuologi insegna che le difficoltà sessuali possono essere efficacemente curate solo quando la coppia vive in un contesto di stabilità e di definitività (tipiche del matrimonio) e la terapia prevede il recupero dei gesti non coitali dell’intimità sessuale.

Questo approccio mostra che, a livello simbolico, non può essere "bypassato" il tempo del fidanzamento come "promessa", e che la relazione genitale è corretta (anche soltanto dal punto di vista umano, prescindendo dalle connotazioni morali) quando esprime una conoscenza, una fiducia e un amore reciproco totali, definitivi, caratteristici di persone che hanno già assunto un progetto comune di vita, in cui trova posto anche l’apertura alla procreazione. Fino al momento in cui questo progetto non è stato assunto in maniera definitiva, è indispensabile che ambedue i fidanzati mantengano la necessaria libertà vicendevole: una volta che due persone hanno fatto l’amore in maniera piena e vera, non sono più come prima, ma hanno creato un legame che è incompatibile con la libertà di cambiare rotta.

Per i credenti poi l’attendere il matrimonio per dirsi totalmente l’amore trova anche un’altra motivazione convincente: la celebrazione sacramentale non è semplicemente un atto burocratico che rende pubblico quello che era già presente sostanzialmente nella vicenda personale. Il sacramento opera una "trasformazione" della relazione di coppia, rendendola segno e strumento efficace dell’Amore di Dio, non soltanto per mezzo del consenso degli sposi ma anche per l’invocazione dello Spirito. La celebrazione sacramentale quindi determina una condizione nuova sia per la coppia che di fronte alla comunità: una condizione di pienezza e di "verità" accompagnata dalla grazia sacramentale.

Spesso accade che la coppia in realtà arriva ad una decisione definitiva, ma senza poter attuare il passo del matrimonio per impedimenti esterni: non si trova la casa, non si è ancora completato l’iter degli studi, non c’è ancora un lavoro, ecc. Da una parte queste coppie vanno aiutate a capire che la pienezza di comunione e di vita ha senso solo all’interno del matrimonio e che la decisione di sposarsi non è soltanto un fatto privato ma ha delle implicazioni pubbliche, sociali ed ecclesiali.

D’altra parte non va nemmeno accettata supinamente la mentalità corrente per la quale ci si può sposare soltanto quando si ha tutto: casa in proprietà, arredamento completo, professione, ecc. La coppia, compatibilmente con il minimo indispensabile per una dignitosa vita familiare, deve individuare quale è il momento giusto di sposarsi: quando è matura la relazione e quando è serena la decisione di accogliersi totalmente e definitivamente. L’attendere oltre non fa bene all’amore e mette la coppia in una condizione di non potersi ancora esprimere con i gesti adeguati, totalmente e serenamente, un amore che in realtà è già maturo e ha le sue esigenze.





Sessualità e amore nella Parola di Dio

Nonostante i radicali mutamenti culturali e la caduta dei tabù, la sessualità è ancora vissuta da molti oggi come una "cosa sporca", e nella coscienza di molti credenti come una realtà al di fuori del disegno di Dio.

Nel presentare il messaggio cristiano sulla sessualità e sull'amore occorre quindi partire non dalle "regole", dalla morale, bensì dalla fonte dell'amore, dalla sua origine: il "lieto annuncio" biblico, che è la prima "rivelazione dell'Amore". La fonte biblica rimane fondamentale; solo partendo da essa si può poi comprendere anche l'insegnamento del Magistero, il quale interpreta ed esprime la crescita e il cammino della Chiesa nella sua comprensione del mistero dell'amore.

Il testo base per comprendere la rivelazione dell'amore è la Genesi. In essa l'amore è presentato in modo indipendente dalla fede: l'amore è una realtà universale, accessibile e comprensibile a chiunque. Ma la Bibbia ci rivela nel contempo che all'origine dell'amore vi è Dio:

"Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gn. 1,27).

Il fatto che anche Gesù si riferisca a questo testo indica la sua fondamentale importanza:

"In principio (non è solo il principio cronologico, è anche il mio principio) Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò, per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre (il vincolo amoroso è più forte di quello del sangue) e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola" (Mt 19,4-6)

Anche Paolo riprende questo stesso testo aggiungendo:

"Questo mistero è grande, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa" (Ef.5,32)

Dio crea l'uomo e la donna come due esseri che sentono il richiamo della reciprocità:

"Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli sia simile" (Gn. 2,18)

In questo sta l'immagine di Dio, nel bisogno di mettersi in relazione (Dio stesso è Trinità, cioè relazione d'amore tra più persone). L'uomo e la donna realizzano questa natura profonda, che ha le sue radici in Dio, soprattutto attraverso la relazione di coppia.

L'annuncio biblico sull'amore umano è dunque profondamente positivo:

"Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona" (Gn. 1,31)

"Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna" (Gn. 2,25).

Ma la realtà umana è segnata dal peccato, dal gesto con cui l'uomo ha liberamente cercato la propria realizzazione al di fuori del progetto di Dio. Anche la sessualità ne reca il segno: da occasione di realizzazione, da espressione della "somiglianza" con Dio, il rapporto tra uomo e donna può diventare strumento di egoismo, sopraffazione e violenza.

"Si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi" (la nudità nella bibbia è soprattutto la coscienza di essere limitati, poveri, mortali) (Gn. 3,7).

L'amore dunque è una realtà che l'uomo e la donna portano in sé dall'origine, ma essi devono continuamente "liberare" quest'amore dal rischio che esso diventi strumento di egoismo.

Anche la storia di Israele si può leggere come una storia d'amore e di fedeltà: Dio ama il suo popolo come uno sposo lo sua sposa. Il tema dell'amore tra l'uomo e la donna è presente in tutta la Bibbia. Il fatto che esso diventi spesso un simbolo per esprimere il rapporto tra Dio ed il suo popolo nella storia della salvezza dimostra ulteriormente, accanto al racconto della Genesi, la profonda "positività" della sessualità dentro il disegno di Dio. Basti accennare soltanto al Cantico dei Cantici, al libro del profeta Osea, al profeta Isaia in molti passi (ad esempio Is. 62,5).

Per ulteriori spunti cfr. la dispensa di don Piero Rattin La persona e la coppia nel piano di Dio (Ed. Centro Famiglia – Trento 1991) e la dispensa di don Lorenzo Zani Il lieto annuncio di Dio sull’amore umano (Ed. Centro Famiglia – Trento 1998).







Sessualità e amore nella dottrina della Chiesa

Gli interventi della Chiesa sui temi dell'amore e della sessualità sono comprensibili soltanto se poniamo come premessa il "Lieto annuncio" biblico sull'amore che essa anzitutto proclama.

A livello di coscienza generale, l'atteggiamento è molto maturato soprattutto a partire dal Concilio Vaticano II. Dalla visione di una sessualità "concessa" per incanalare l'istinto si è passati a considerare la sessualità come vero dono e ricchezza, dalla dimensione procreativa della sessualità si è passati ad apprezzare e valorizzare anche quella unitiva.

I principali documenti conciliari che toccano il tema dell'amore e della sessualità sono la Lumen Gentium e la Gaudium et Spes.

"I coniugi e i genitori cristiani, seguendo la loro propria via, devono sostenersi a vicenda nella fedeltà dell'amore con l'aiuto della grazia per tutta la vita" (Lumen Gentium n.41).

"Anche molti nostri contemporanei annettono un grande valore al vero amore tra marito e moglie, che si manifesta in espressioni diverse a seconda dei sani costumi dei popoli e dei tempi. Proprio perché atto eminentemente umano, essendo diretto da persona a persona con un sentimento che nasce dalla volontà, quell'amore abbraccia il bene di tutta la persona; perciò ha la possibilità di arricchire di particolare dignità le espressioni del corpo e della vita psichica e di nobilitarle come elementi speciali dell'amicizia coniugale. Il Signore ha voluto sanare, perfezionare ed elevare questo amore con uno speciale dono di grazia e carità. Questo amore, unendo insieme valori umani e divini, conduce gli sposi al libero e mutuo dono di sé stessi, che si esprime con sentimenti e gesti di tenerezza e pervade tutta quanta la vita dei coniugi; anzi, diventa più perfetto e cresce mediante il generoso suo esercizio. È ben superiore perciò alla pura attrattiva erotica che, egoisticamente coltivata, presto e miseramente svanisce. Questo amore è espresso e sviluppato in maniera tutta particolare nell'esercizio degli atti che sono propri del matrimonio. Ne consegue che gli atti con i quali i coniugi si uniscono in casta intimità sono onesti e degni; compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano ed arricchiscono vicendevolmente nella gioia e nella gratitudine gli sposi stessi" (Gaudium et Spes n.49).

Dopo il Concilio un'enciclica, la Familiaris Consortio (1981), è stata interamente dedicata al tema della famiglia. A proposito del tema della sessualità, così si esprime:

"La sessualità, mediante la quale l’uomo e la donna si donano l’uno all'altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come tale. Essa si realizza in modo veramente umano solo se è parte integrale dell'amore con cui l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte" (Familiaris Consortio n. 11).

Anche il Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia (1993) affronta il tema dell'amore e della sessualità:

"L'amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano. la vita dell'uomo ha senso solo nell'amore: egli non può vivere senza amore. Egli rimane per sé stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore, se non si incontra con l'amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio" (n. 23).

"Ogni uomo e ogni donna è chiamato a vivere l'amore come totalità unificata di spirito e corpo, di cui la sessualità è parte integrante. Essa, che è una ricchezza di tutta la persona, oltre a determinare l'identità personale di ciascuno, rivela come ogni donna e ogni uomo, nella loro diversità e complementarietà, siano fatti per la comunione e la donazione la sessualità infatti dice come la persona umana sia intrinsecamente caratterizzata dall'apertura all'altro e solo nel rapporto e nella comunione con l'altro trovi la verità di sé stessa" (n. 26).

Il matrimonio in Cristo, con tutta la forza espressiva della sessualità, è dunque via alla santità e non fa da contraltare alla castità per il Regno, ma anzi ambedue le vocazioni illuminano reciprocamente il loro orizzonte di senso.

A QUESTO PUNTO SONO ECCITATO , MANDERO' UNA LETTERA AL DIRETTORE!!!

Anonimo ha detto...

E VVVAIIIIII !!!!!!!!
PRETI FALSI BIGOTTI E FALSIPRETI BASABANCHI GAVI' CIAPA' A VOSTRA.

Luc ha detto...

Stavolta scomunicano anche te, ocio Gabri.
Guai a dire la verità.

Anonimo ha detto...

Diffondi il vizio e la libertà sessuale. Così potrai controllarli e dominarli meglio. (Marchese De Sade)

Serenissimo ha detto...

Quanti insulti e volgarità.
Lo stesso atteggiamento dei "basabanchi" lo dimostrano gli anticlericali vecchio stampo...
Non siamo più nell'Ottocento, sveglia!

Taliban ha detto...

Allah akbar

Anonimo ha detto...

Bravo Serenissimo, il mondo fortunatamente va avanti.

Wake Up Fiesso ha detto...

Ciao Vecio, ho appena messo il tuo link nel nostro blog. Bienvenido nel club!
ciao Scorzè, vi invidiamo tutti, almeno non avete un sindaco come il nostro!

Anonimo ha detto...

Preti, baciabanchi, bigotti, baciapile, bettoneghe e bacchettoni sono la rovina dei giovani.

un gruppo di foiessesi ha detto...

Signor Sindaco, se si stanca di Scorzè, alle prossime amministrative a Fiesso d'Artico si presenti con una lista civica composta da persone serie e capaci . Verrà certamente eletta

Anonimo ha detto...

Insegnano l'amore ma sono perfidi e intolleranti assoluti. Fanno gli incontri di preghiera e dietro le spalle giudicano e condannano. Sepolcri imbiancati, ipocriti predicatori, giudici autoproclamati, superbi e cattivi, credono di elevarsi distruggendo la dignità altrui.
Largo alle menti aperte, largo alla tolleranza.

Serenissimo ha detto...

Quanti insulti e volgarità.
Lo stesso atteggiamento dei "basabanchi" lo dimostrano gli anticlericali vecchio stampo...
Non siamo più nell'Ottocento, sveglia!

Giovanni ha detto...

Caro Gabriele, ho trovato il rinvio sulla mail che mi hai mandato e ho visto adesso il blog che hai messo.

Hai indubbiamente molto livore nei confronti della Chiesa, e questo è affare tuo. Forse per te non ha significato grandi cose frequentare l'ambiente parrocchiale, forse ti ha fatto fare riflessioni diverse o forse più tranquillamente non credi in Dio.

C'è però una differenza tra l'ateismo, il non credere, e l'anticlericalismo, l'essere contro la chiesa cattolica. Tu qui sei anticlericale, prendi in giro le espressioni religiose cattoliche, confondi i termini e ti lasci andare alla più becera e anche inconcludente polemichetta da "feuilletton" domenicale. E' espressione della tua libertà, come quella di ciascuno di noi.

Io non sono d'accordo, non perchè cattolico praticante: faccio fatica a definirmi così. Sono per lo più un poveraccio che entra spesso in chiesa con molte domande e ne esce spesso con molte di più. Sono anche un gran peccatore che cerca di non fare il moralista con gli altri ma nemmeno di farsi da solo una ragione dove ragione non ce n'è.

Non sono d'accordo con te per due motivi. Per un fatto culturale e poi per il caso concreto che coinvolge la vicenda del nostro Sindaco.

Il fatto culturale è che ritengo la cultura cristiana una delle fondamentali espressioni del nostro essere. L'altro pilastro è la filosofia greca-ellenica, ma senza la cultura cristiana la nostra società non avrebbe quei requisiti minimi di civiltà che tutti oggi rivendichiamo come acquisiti. Non voglio convincerti di nulla, se puoi però rileggiti Benedetto Croce e il suo "non possiamo non dirci cristiani". Oggi Odifreddi sostiene diversamente. Ho letto una sua intervista alla stampa ieri: parla più o meno come te, anzi tu parli meglio di lui. E' un gran fustigatore dei costumi altrui, come lo sei tu con i preti. Lui ha definito papa Albino Luciani un uomo "viscido", Wojtyla "un politicante" ecc ecc ecc. Alla fine però, e non ridere, il massimo della libertà di quest'uomo è stato quello di dire che il sistema migliore è quello dei soviet e si è dichiarato, sempre in nome della libertà, un neo comunista convinto. Essere di cultura cristiana significa amare al libertà. Tu spari contro la chiesa cattolica, dimenticando che solo grazie ad essa, ed è un dato oggettivo-storico, la cultura della libertà è rimasta viva per secoli.
Se vuoi parlare dell'inquisizione e di altre deviazioni, facciamolo pure, ma seriamente. Parliamo della giustizia del tempo, del fattore di sviluppo del diritto canonico sul diritto civile, della rinascita del diritto scritto dopo il medioevo solo nei tribunali ecclesiastici, parliamo dei giacobini e delle stragi di religiosi che ancora oggi si verificano nel mondo.
Tu attacchi il fenomeno religioso, lo riduci ad una caricatura di se stesso. Secondo me sbagli, stai facendo una battaglia culturale persa. La chiesa su tante cose deve fare i conti con la modernità, con la realtà che cambia continuamente. Ma lo deve fare la chiesa come lo devono fare tutti, anche i partiti e la politica, la scuola, il sindacato, le associazioni di volontariato.

Se poi parli della mentalità oscuranista sulla sessualità, mi permetto di farti osservare che ognuono è liberissimo di fare ciò che crede. Non c'è più nella società una regola che viene imposta. Tu però sei un oscuranista, tu pretendi che gli altri abbiano la tua stessa opinione, tu in nome della libertà sei disposto ad uccidere, anche solo verbalmnte, chi non la pensa come te. Ti dico questo perchè non ha senso che tu prenda la sacra scrittura per contestare la chiesa. Se non sei cattolico, se non ti interessano gli insegnamenti della chiesa, se la sacra scrittura per te non ha alcun valore, perchè mai ti interessa? e poi, sei proprio sicuro di conoscere la posizione della chiesa sull'argomento? Anche qui, approfondiamo. Però prima tu ed io avremmo bisgono di leggere un po di più che qualche librettino per farci una opinione vera. A meno che tu non parli di esperienze personali, allora dovresti premettere, ad ogni discorso che fai, che quel prete o quel documento dicono questo o quello.

Ultima considerazione, sul fatto concreto. Non discuto i comportamenti personali di Clara Caverzan. Ha scritto un libro, tu dici che è anche bello, bene per lei. Ritengo non faccia parte della politica discutere dei fatti personali e delle attività svolte fuori dalle sedi istituzionali.

Però questa polemica con il "Prete" la trovo abbastanza rozza e strumentale. E' stata l'autrice che ha citato indirettamente in un primo articolo la vita del popolo, sostenendo che non c'era scritto nulla di male nel libro perchè lo aveva letto anche una che scriveva sulla vita del popolo. Cioè si è fatta scudo del nome del giornale per dire che non c'era nulla di cui preoccuparsi. Penso lo abbia fatto senza volerlo, ma l'effetto è stato su chi leggeva era chiaro.

Il direttore di vita del popolo ha ritenuto di precisare che il giornale non ha nulla a che vedere con l'inizitiva e che ha trovato poco corretto che qualcuno strumentalizzasse il settimanale diocesano e il suo nome per farsi una patente di normalità. Ha poi espresso dei giudizi sul contenuto del libro uscito su alcuni giornali: gli stralci usciti erano quelli più piccanti e, quindi, lo ha definito di contenuto scabroso.


Qual'è il tuo problema e il problema di Clara? Se lei voleva l'imprimatur della chiesa sul suo libro, poteva chiederlo: depositava le bozze in vescovado e chiedeva a sua eccellenza monsignor Vescovo di scrivere la prefazione.Se invece non era questa la sua intenzione, che un sacerdote giudichi il centenuto di un libro in un certo modo, che fastidio può dare? Non lo ha scomunicato, non lo ha bandito, chi lo compera non va in galera. Se invece il problema è di coscienza, nel senso che si è sentita offesa come credente, allora ha i luoghi ecclesiali e le forme per manifestare questo suo sentimento di ingiustizia. E anche tu, che problema hai? Ritieni che tutti debbano essere d'accordo con te nel giudicare cosa è scabroso o cosa non lo è? Se è così, definiamo per legge che la tua opinione è l'unica che conta. Fino ad allora non il prete direttore di vita del popolo, ma l'ultimo dei chierichetti ha il diritto di dire che un libro gli è piaciuto o no o che il contenuto di un libro è scabroso oppure no.

Io ritengo che il direttore di vita del popolo abbia espresso una opinione legittima. La critica sull'oscurantismo clericale fa ridere, anche perchè è stata l'autrice, penso inconsapevolmente, a "tirare in ballo" proprio "il prete" in questa vicenda.

Certo, dal punto di vista dell'opportunità, sarebbe stato meglio da parte di vita del popolo non cedere alla tentazione. Se avessero passato sotto silenzio il tutto, si sarebbero dimostrati più nobili e avrebbero dato meno clamore ad una vicenda che forse ne ha avuto troppo. Però probabilmente sono stati tirati per la giacca e mi auguro che non ci siano dietro interessi politici di qualcuno qui a scorzè che magari ha chiesto l'intervento di vita del popolo per ulteriormente screditare il sindaco. Per tutti questi motivi, forse la scelta più opportuna sarebbe stato il silenzio, anche perchè avrebbe risparmiato a te Gabriele di scrivere un blog così insensato sul cantico dei cantici.

Ma tant'è, ormai la presa di posizione c'è stata, è una posizione legittima ed è una posizione di risposta ad una provocazione pubblica ricevuta.

Scandalizzarsi che uno si lamenti dopo che gli si è pestato (seppur inavvertitamente) il piede, mi sa tanto da moralismo. Il problema di questa vicenda è che come ci sono i professionisti del moralismo (quelli che ritengono di aver la verità in tasca e pretendono di misurare tutti gli altri n nome di essa), c'è anche chi cerca di campare su quello stesso moralismo facendo il "moralista anti-moralista": anche quest'ultimo soggetto ha la verità in tasca e pretende di dire agli altri ciò che devono o no fare.

Tu e Clara siete troppo intelligenti, e lo sai che te lo dico perchè lo penso veramente, per chiudervi in questo stereotipo. Cercate di liberarvi e di vedere che in questa società non gliene importa proprio a nessuno né del moralismo né dell'antimoralismo entrambi professionisti.

C'è solo un po' di senso del ridicolo che viene meno, ma anche a questo faremo prima o poi il callo.

Buone cose.

arachesostufo ha detto...

caro giovanni,

non ho nessun problema con il clero, anzi...

ma con un certo clero, con una certa parte di clero, di "pie" donne, di bell'imbusti che vanno a leggere in chiesa e poi nella vita di tutti i giorni sono pronti ad accoltellare l'amico per interessi, di ipocriti che ne fanno di tutti i colori e poi vanno in primo banco a battersi il petto, e non perdono occasione per sputare sentenze... certo questi sono una minima parte, ma sono i vermi che guastano la mela.

conosco fior di preti e fior di cattolici, ma consentimi di dire che conosco grandi stronzi anche e soprattutto in quell'ambiente.

arachesostufo ha detto...

PS. e non mi piacciono neppure certi baciabanchi che hanno sfruttato le associazioni religiose o sportive per interessi e carriere politiche.

arachesostufo ha detto...

DIO E' LA PIU' GRANDE CREAZIONE DELL'UOMO

Serenissimo ha detto...

"a preti e clero faccio un augurio:
... fatevi una famiglia, scopate di più e alla luce del sole, sfogate i vostri naturali istinti in modo gioioso e normale, imparate ad amare e sparirà il diavolo che è dentro di voi..."

"non ho nessun problema con il clero, anzi..."

"conosco fior di preti e fior di cattolici, ma consentimi di dire che conosco grandi stronzi anche e soprattutto in quell'ambiente."

"certo questi sono una minima parte, ma sono i vermi che guastano la mela."

Certo, frasi estrapolate dal contesto, malignamente riportate...ma tutte della stessa persona!

Quanti insulti e volgarità.
Lo stesso atteggiamento dei "basabanchi" lo dimostrano gli anticlericali vecchio stampo...
Non siamo più nell'Ottocento, sveglia!

MASSIMO64 ha detto...

SERENISSIMO SI E' INCANTATO, RIPETE SEMPRE LA STESSA FRASE, DATEGLI UN COLPETTO

MASSIMO64 ha detto...

SERENISSIMO SI E' INCANTATO, RIPETE SEMPRE LA STESSA FRASE, DATEGLI UN COLPETTO

Serenissimo ha detto...

Siccome c'è chi ripete da duecento anni gli stessi argomenti, bisogna dirgli le cose più e più volte...

Anonimo ha detto...

A
L

R
O
G
O

Anonimo ha detto...

neanche massimo64 scherza col ripetersi... parkinson?
se si critica il tema del libro si è bigotti, se si dice che per un sindaco non era il caso di darsi a quella letteratura, ti dicono che non capisci un cavolo... ma avete letto La Nuova stamattina? Potremo adesso dire che il libro è una bueata senza che ci diano da ignoranti? Perchè sembrerebbe proprio che certe cappelle sul titolo non siano da gente che sa il fatto suo...

Anonimo ha detto...

attenti foiessesi a non cadere nella fessa.

MINIWIKIPEDIA ha detto...

APPURATO CHE IL SINDACO NON E' UN'ESPERTA DI ASTRONOMIA.

LA COSA E' GRAVE.

HA CHIAMATO UNA STELLA COL NOME POPOLARE INVECE CHE CON QUELLO DEI LUMINARI

PS. QUEST'OGGI PENSAVO DI AVER MANGIATO UN KIWI, INVECE ERA UNA ACTNIDIA SINENSIS, COME DIREBBERO I LUMINARI

pucci ha detto...

e dopo el kiwi... ndè cagare!

Anonimo ha detto...

E' ARRIVATO IL COMMISSARIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

desideria by ophluchi

Anonimo ha detto...

e non è certo una buona notizia per Scorzè.
Significa il blocco di tutto, di opere e concessioni.

Anonimo ha detto...

Per miniwikipedia

Nome popolare tua sorella. Non è nome popolare nè dialettale Gabriee, Gabrielle, Gabriesse,... se una cosa si chiama Gabriele, la si chiami Gabriele. Sennò non si vada in giro a dire di fare letteratura, cultura, che chi critica non capisce niente. Beccati in castagna su tutta la mole di cazzate farfugliate su di un caso letterario che non aveva senso di essere. Comunque l'articolo è arrivato tardi. I soldi sono già stati presi.
Belli i miei colti dell'ophluchi (avesse scritto almeno Ofluchi, allora si che sarebbe stato popolare... ma va in mona).
Ed infatti c'è anche Orlone, Girlaffa, Olsa, Cazioppea, tutte forme popolari... della tua ignoranza.

Anonimo ha detto...

sempre per miniwikipedia.

Non sei neanche capace di leggere, o di scrivere? Passi il sinensis/chinensis, si dice actinidia, non actnidia. Difettuccio di partito, o di cultura? MA tu puoi continuare a chiamarlo kiwi (come io, del resto). Ma non kilwi, mi raccomando. Non ti capirebe neanche tua nonna. Altro che forma popolare...

gino ha detto...

Questo blog era stato creato ed impostato in forma molto piacevole. Purtroppo ora sta un po abbassandosi di livello e sta perdendo di interesse. Peccato.

Anonimo ha detto...

Non direi proprio, migliaia di visite e commenti dicono il contrario.

gino ha detto...

la visita si fa sempre per sapere le novità. Il quoziente di gradimento è una cosa diversa. Mi spiace essermi spiegato male nel trafiletto precedente.

massimo 64 ha detto...

A me invece questo sito piace sempre di più, è spiritoso e serio e informa delle beghe di Scorzè in modo pratico e comprensibile.

sandonatese ha detto...

cari signore e signori di... Scorzè, oggi ho conosciuto la vostra sindaca a s donà dove presentava il suo bellissimo libro , io non leggevo un romanzo dall'epoca degli esami di maturità e devo confessarvi che mi è piaciuto. Ho letto in una notizia ansa che la sindachessa è stat sfiduciata da 11 consiglieri per il libro... e che la chiesa l'ha per così dire " scomunicata", sembra per via della differenza di opinione in fatto di sesso famiglia e amore ecc ecc
non so chi sia quel furbacchione di prete che se l'è voluta dare la zappa sui piedi. il libro parla di una sfigata tale desideria che arriva vergine al matrimonio, che è contro l'aborto di cui è spettatrice dissenziente e traumatizzata, che non desidera altro di fare l'amore col marito il quale la trascura, che si innamora di un altro e non scappa neanche via con lui ma resta col marito nel rispetto del sacramento del matrimonio. Mi chiedo se la chiesa ha perso qualcosa per strada... forse qualche fedele lo perderà di sicuro se continua a infondere ipocrisia anzichè verità e perdono con coscienza di umanità.

jimmy ha detto...

le figlie di maria sono le prime a dala via

Serenissimo ha detto...

al Sandonatese:
1-Il Sindaco non e' stato sfiduciato per il libro.
2-Desideria non arriva vergine al matrimonio (leggi bene).
3-Desideria tradisce il marito, quindi commette adulterio, altro che "resta ... nel rispetto del sacramento del matrimonio".
Si vede che e' da tanto che non leggi...

sandonatese ha detto...

sandonatese a serenissimo
ti ritengo acido
mi risulta che quello di desideria non sia stato un adulterio...
leggi bene tu
e poi vai a leggerti il diritto canonico sul matrimonio
anche sgarbi l'ha letto in rai
informati saputello!!!
approposito dalla maturità che non leggevo un libro di narrativa... leggo altri tipi di libri di solito
LETTORE serenissimo che tanto serenissimo non sembri

scorzetano ha detto...

se gli scorzetani facessero un blog come i fiessesi sai che goduria per la sindaca? non vi pare che le fate troppa pubblicità alla vs first fiessesa? ne parlate male ma in fondo sembra che l'amiate...
occccccio!

leghista convinto ha detto...

ancora sulla sindaca che ha fatto arrossire un paese... anche stamattina sono uscito per comperare il pane a mia moglie e ancora commenti strampalati e seghe mentali , sembra che a Scorzè nessuno legga o legga poco, e che con questo metodo diciamo hard non per i contenuti che anche se non sono da educande non sono da scomunica nè da pettegolezzo estremista... abbiamo tutti ( più o meno letto tutto il decamerone ai tempi della scuola)ancora chi non l'ha letto si sente offeso dall'uscita del libro . Ora la sindaca è a casa in attesa del 18 grazie a 10 lestofanti che hanno approfittato della malattia di un collega consigliere. Poniamo il caso che il sindaco non avesse un lavoro chi di quelle 4 pettegole le darebbe da mangiare?
da mangiare si fa per dire, ma quanta ignoranza a Scorzè, quanto bigottismo! quanta ipocrisia... sveglia scorzè sveglia! un sindaco pulito non si cambia mai
leghista convinto