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giovedì 13 dicembre 2007

33) IL DIO CAMIONISTA FA INGINOCCHIARE IL PAESE

immediato dopoguerra, il paese deve risorgere ed ha bisogno di opere e scelte che lo portino verso il benessere. La famiglia più in vista del mondo imprenditoriale, gli agnelli hanno in piedi una serie di impianti produttivi che durante il conflitto bellico sfornavano motori, aerei, blindati e furgoni e che facilmente possono tornare a produrre auto, camions e furgoni come prima della guerra. Il peso della fiat a roma è determinante tanto che uno dei motti che nasceranno in quegli anni è "ciò che va bene alla fiat va bene all'italia".
E quindi la scelta sarà: - la nazione si muoverà su gomma. persone, animali e merci raggiungono mete, posti di lavoro, industrie e attività commerciali sempre e solo su gomma. Nascono così le grandi opere autostradali, (che sono ancora le stesse) e ogni italiano medio sfreccia con la seicento, la vespa e il prodotto del suo lavoro viene trasportato con i vecchi lancia, i tre assi, gli orsetto lupetto 691 o simili.
Passano cinquant'anni e nulla è cambiato: tutto si muove ancora su gomma, le ferrovie versano in condizioni terzomondiste, il fluviale (fiorente fino agli anni 60) è stato abbandonato, il marittimo si usa solo per rotte intercontinentali.
E così non c'è da stupirsi se, quando la categoria dei trasportatori si ferma, con essa si fermi l'intero paese: mercati vuoti, carburanti finiti, ortaggi rimasti negli orti e totale paralisi di molte attività produttive che non riescono a smaltire i prodotti e non ricevono materie prime.

La cosa curiosa è constatare come allo stop dei trasportatori corrisponda la paralisi totale, allo stop dei mezzi di trasporto idem, ma il sistematico stop (oltre mezzo milione di assenze al giorno per assenteismo cronico) di centinaia di migliaia di dipendenti statali, di impiegati dei ministeri, di occupati dagli enti pubblici passi totalmente inosservato e non causi nessun problema visibile.

Gli autotrasportatori andrebbero ridotti per incentivare il trasporto su rotaia.

Gli stipendiati di buona parte degli enti pubblici sovraccomunali andrebbero ridotti e basta.

4 commenti:

fronteveneto! ha detto...

Me piaze el menestro Bianchi... Proprio proprio un bel menarosto! El ze gnanca bon de star in piè e el vol sistemare i camionisti. Manco mal che a fine se ga interessà altri.

Anonimo ha detto...

ghe ze camionari rumeni e slavi che lavora par metà skei dei nostri. Logico che lavora iori che costa manco.

Anonimo ha detto...

cominciare subito a ridurre stipendi di sindaci consiglieri e assessori per dare l'esempio.

arachesostufo ha detto...

forse il gentile anonimo non sa che i consiglieri percepiscono mediamente 30 euro al mese... e garantisco che ne spendono molti di più in telefono, fotocopie, spostamenti, senza contare le decine di ore dedicate al proprio paese.
possiamo parlare di efficienza discutibile, di impegno altalenante, di pochi risultati in termine di opere più o meno visibili, ma parlare di costi e stipendi a livello di amministratori comunali è pura follia. la politica comunale è puro volontariato, passione, tempo sottratto alla famiglia, al lavoro, agli hobby, ma certamente non è un reddito.

proprio ieri ho ricevuto il mio compenso per sei mesi di vita amministrativa, con un impegno di circa 500 ore e devo andare a ritirare la bellezza di 137 euro: un pò pochi per ritenermi appartenente alla "casta".