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martedì 3 giugno 2008

112) IL SOLE 24 ORE: La liberazione sessuale della sindachessa non piace ai bacchettoni della sinistra



Antonio Angeli a.angeli@iltempo.it

Ma siamo nel 2008 o ancora negli anni della caccia alle streghe? Nel Terzo Millennio, con un'Italia finalmente in piena evoluzione, fanno la voce grossa i bacchettoni della sinistra. Nel centro della bufera è finita la scrittrice-sindaco Clara Caverzan: la sua vita molto piena, primo cittadino della bella (e florida) cittadina di Scorzè, in provincia di Venezia, e, contemporaneamente, scrittrice di notevole successo, a qualcuno non piace.

Clara Caverzan, un po' più di quarant'anni portati strepitosamente (adulatore troppo galante ndr), è alla guida di una giunta di centrodestra composta da Fi, An, Lega Nord, Udc e Lista Civica «La Scorzè che vogliamo» e "Lista Intesa". Il centro del quale è sindaco è il classico nucleo operoso del Nordest, diciassettemila (oltre 19000 ndr) abitanti, non lontano da Venezia, un certo ordine amministrativo, non molto diffuso in Italia, un sindaco (lei, la Caverzan) che riceve chiunque abbia qualcosa da dirle tutti i martedì dalle 10 alle 12.

Del Nord Italia il sindaco ha però individuato alcune contraddizioni: troppo amore per il denaro, poca attenzione per i rapporti umani, che, politica a parte, ha concretizzato in un libro: «Desideria», pubblicato da Editing Treviso. È la storia di una trentenne che si racconta: è cresciuta dalle suore, ha attraversato la rivoluzione sessuale del Sessantotto, poi è giunta a un matrimonio più di comodo che d'amore. Una situazione che la porta ad una serie di incontri sessuali con diversi partner. Insomma un romanzo, bello o brutto lo decideranno la Storia e i lettori che, a dire il vero, un verdetto positivo l'hanno già dato, visto che il libro è andato a ruba e ora si prepara la seconda edizione.

L'altro giorno in paese è stato distribuito un volantino, firmato dal locale Pd, per chiedere che «la sindachessa» Caverzan «torni a casa». In particolare è criticata la partecipazione del primo cittadino ad alcune interviste per parlare del libro «con la fascia tricolore assistita dal capo dell'ufficio tecnico comunale».

Accuse respinte al mittente dalla casa editrice che in un comunicato spiega che la Caverzan «non indossava la fascia tricolore e il tecnico comunale la accompagnava in qualità di amico personale». L'autrice, parlando del libro, ha spiegato che la sua protagonista «deve fare i conti con una famiglia chiusa, tipica del Nordest, una famiglia votata all'apparenza, non certo a quello che si è, nella quale credeva di potersi esprimere, mentre in realtà ha sposato soldi e suoceri. Nonostante la rivoluzione femminile e il femminismo - ha detto inoltre - ancor oggi non si riesce a parlare di sesso in maniera naturale, pare impressionante che un sindaco scriva di sesso, ma non siamo nel Medioevo, speriamo non mi mettano al rogo». Nel romanzo, ha aggiunto, «niente di autobiografico, quella madre non è mia madre, il marito non è mio marito, però i personaggi sono presi dalla realtà. L'unica al suo posto è la nonna, che è mia nonna, l'unica persona alla quale avrei il coraggio di far leggere il libro senza paura di critiche moraliste o ipocrite».

sono passate centinaia di anni, ma a Scorzè resistono ancora i bacchettoni che bruciarono Giovanna d'Arco e Giordano Bruno, che avrebbero volto fare altrettanto con Galileo e Copernico... Baciabanchi del PD, muffite menti chiuse riccio, bigotti inquisitori d'altri tempi, la storia via ha già condannati.... ed è andata avanti... voi no, siete impantanati nella vostra alterigia e ignoranza.
Ma siete soli... quattro anni fa i cittadini vi hanno castigati, oggi vi hanno umiliati, fatevi un esame di coscienza e smettete di usare la menzogna come unica arma di offesa.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

novità sensazionale:
la minoranza ha chiamato la vita del popolo
stanno chiedendo aiuto alla chiesa...
ma lo sapete che la mirella insegna ai boyscout questa canzone:
" c'è un pompin polonin polonaski c'è un pompin polonin polonaski"

Anonimo ha detto...

I tuoi giudizi sul PD mi sembrano ecessivi e pesanti.
Il sindao dovrebbe amministrare il paese non scrivere oscenità.

claretta ha detto...

il sindaco amministra e non scrive oscenità, sei tu che le leggi, non so dove, perchè in desideria non ci sono oscenità difatti è dimostrato che la morbosità è di chi legge e non di chi scrive.
bye bye

mauro michieletto ha detto...

Il problema è che il libro è di gran lunga la cosa migliore che la Caverzan ha fatto scorzè (e questo è tutto dire)... Come sindaco continua il nulla più assolto. Ah, altra cosa, siccome ho il coraggio delle mie azioni mi firmo...Mauro michieletto.

Anonimo ha detto...

Io invece sono convinto che di cose buone la Caverzan ne ha fatte parecchie, ha sistemato le scuole e bloccato migliaia di capannoni e case, e già questo è un ottimo risultato e poi caro "Mauro" mi firmo anch'io. Napoleone

mauro michieletto ha detto...

Napoleone, come butta a Sant' Elena... hanno messo a posto le scuole vecchie in centro quando aveva il finanziamento per scuole nuove fuori dal centro.
Se a stessa differenza de avere na morosa veccia de 60 anni che se fà el lifting e poder averghene una gnocca de 20....Sinceramente no ghe se paragoni...Comunque mauro se el me vero nome...

Anonimo ha detto...

Non è esatto, la scuola fuori dal centro serviva a qualcuno per costruire 80 appartamenti al posto della scuola vecchia e 300 intorno alla scuola nuova, con tutta l'area bonificata e urbanizzata a spese dei cittadini (12 miliardi di lire)e andando ad arricchire qualche costruttore e indebitando l'amministrazione (che siamo tutti noi) per 15 anni, bloccando ogni altra spesa, ogni altro lavoro, comprese le manutenzioni alle altre scuole del comune che sarebbero andate a pezzi.

facciamo una proposta seria: proponiamo ai costruttori di costruire gli appartamenti ed in cambio regalino la scuola al comune.

grillo

il divo ha detto...

avete un modo molto particolare ed interessante di usare la comunicazione.
Usate con familiaretà il blog, simbolo della libertà dei nuovi sistemi di comunicazione; internet come luogo della democrazia, dove ognuno ha il suo spazio e la sua voce.
Ma poi date degli "inquisitori" a chi giudica una donna che però mi sembra ricopra un ruolo sociale e pubblico molto importante, che oltre a rispondere alla legge dello stato deve rispondere al giudizio dei propri cittadini, visto che allo stesso giudizio si è appellata per essere candidata.
Mi sembra la più grave forma di censura.
Perchè non è una censura fisica alle cose, è una censura storica...una censura evocata da azioni spregevoli in passato tanto brutte da far inorridire il povero cittadino che si vedrà ordunque costretto a scegliere per il male minore.

Possiamo dunque assistere al fenomeno della nuova comunicazione di massa abbinata ai vecchi sistemi del Terrore francese e delle dittature europee.
Ecco mi sono permesso anche io di fare un po' di storicismo.

LA DIVA ha detto...

DIVO, SAI CHE NON HO CAPITO? FORSE SEI TROPPO AVANTI ... PUOI TRADURRE?