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giovedì 24 gennaio 2008

51) PAOLO O BARABBA? A VOLTE BISOGNA INFORMARSI

incetta di licenze” “il consigliere blocca le attività” e titoli di questo tipo sono apparsi nei giorni scorsi sui giornali locali, veloce il tamtam dello sputtanamento (quello delle buone notizie non è altrettanto efficace) nei riguardi di paolo, cittadino da sempre, ristoratore da vent’anni e consigliere comunale da otto, che viene accusato di aver “imboscato, nascosto, monopolizzato, messo via ben nove licenze per pubblico esercizio bloccando altrui bariste velleità.

Nulla di più falso, e nulla di così male esposto sugli organi di informazione trasformati in organi di disinformazione.

ma vediamo in soldoni come si svolgono i fatti:
da anni a scorzè giacevano nove tristi licenze ormai rassegnate a morir zitelle dato che nessuno, ma proprio nessuno le chiedeva in spose (perché l’attività di ristorazione è un matrimonio, ed anche peggio per impegno, tempo, responsabilità e fantasia), e chiuse in una cartellina da almeno un decennio passavano il tempo a sperare e aspettando un principe azzurro. Come mai nessuno le voleva portare via? E soprattutto, perché ben nove licenze giacevano inutili da tanti anni? Chiaro, proprio perché inutili, erano infatti licenze per “ristorante” deliberate forse per errore o forse per presunzione da vecchie amministrazioni che probabilmente credevano di essere a rimini dove di licenze c’è bisogno. E giacevano snobbate da tutti perché evidentemente nessuno aveva intenzione di aprire nove ristoranti a scorzè che certo non brilla per frequentazioni turistiche o pellegrine sulla via dei santuari.

Da sempre in italia, le licenze appetibili sono quelle “bar”, non le altre, e sono state sempre deliberate tenendo conto degli effettivi bisogni del territorio, e a scorzè numericamente parlando, di licenze “bar” ne erano state prodotte decisamente troppe in base agli abitanti, come troppe erano quelle per ristoranti, ma solo queste ultime rimanevano parcheggiate negli uffici comunali. E’ cosa buona che in un paese ci sia qualche licenza disponibile per servire nuove zone o incrementi demografici, assurdo è produrre decine di licenze inutili.

Da almeno due anni si comincia a sentir parlare di cambiamenti nelle leggi che regolano la somministrazione di cibi e bevande ed alcuni consiglieri si preoccupano del fatto che tali vecchie licenze giacenti, qualora venissero a cambiare le norme potrebbero diventare oggetto di speculazione, o, peggio ancora di concorrenza sleale da parte di grossi gruppi disposti a lavorare sottocosto per un periodo, andando a ledere fino a far chiudere gli esercenti presenti in paese, quelli che vivono nella comunità e che vanno tutelati. Si rischiava infatti di fare ciò che è già successo con i piccoli minimarket, i “casoini”, le botteghe travolte ed uccise dall’avvento dei centri commerciali. Scorzè vantava sei piccoli negozi di alimentari, oggi ne sopravvive uno solo e merita un premio alla tenacia.

A titolo precauzionale, in attesa di disinnescare il pericolo incombente con nuove regolamentazioni comunali o sopprimendo in parte le licenze in esubero, il buon signor Paolo, paladino e difensore della categoria e delle attività di vicinato presenta al comune le domande per ottenere le licenze.
Solo le DOMANDE. E mai le licenze gli vengono consegnate… sono sempre al sicuro in municipio e non smettono di sperare..
Passano giorni e mesi e arriva calata dall’alto una nuova legge: “tutte le licenze sono uguali”, legge che parifica bar a ristorante, a latteria, caffetteria ecc.

Tutti i paesi del mondo non si devono preoccupare, perché in nessun comune esistono licenze dimenticate, al massimo ne hanno una di scorta…. Tranne a scorzè dove le nove vecchie e assurde licenze senza valore risciano veramente di trasformarsi in minaccia di vita per le piccole attività.

E qui parte il pandemonio.. TITOLONI SUI GIORNALI:

“paolo ha fatto incetta”…. FALSO, le licenze sono in comune.
“impedisce agli altri…” FALSO, chi ha i requisiti faccia domanda e avrà la sua licenza: la nuova legge di fatto annulla le vecchie licenze, le zone e il contingentamento, quindi è evidente che l'azione di paolo non provoca nulla e non danneggia nessuno.
“è stato sleale” FALSO, è stato lungimirante e prudente.
“vuole difendere il proprio locale” FALSO, il dolcevita non ha bisogno di difese, va alla grande.

Chi ha creato questa bagarre ha sparato a zero su un cittadino che ha fatto gli interessi del suo paese e dei suoi cittadini, e la stampa ha amplificato una iniziale menzogna con titoloni e locandine, e neppure quando è stato chiarito l’equivoco ha chiesto scusa. A Paolo Michieletto va la mia solidarietà per come è stato trattato in questi giorni, e invito i suoi colleghi ed amici ad apprezzare il suo operato ed a ringraziarlo.
Si fa presto, soprattutto quando si è male informati, a fraintendere, a dare colpe gratuitamente, e a far soffrire chi colpe non ne ha, anzi ha il merito di aver tutelato il paese.
A Paolo Michieletto qualcuno deve le sue scuse.

16 commenti:

Anonimo ha detto...

La grande confusione di questi giorni su questo caso, è la differenza tra domanda e licenza.
La domanda è semplicemente un pezzo di carta, la licenza è il prodotto finale con tutte le autorizzazioni idoneità locali, (uls) arredamento, inizio attività eccetera. Alla fine di tutto ciò il Comune ti rilascia la licenza.

massimo64 ha detto...

non solo, la grande confusione è anche dettata dal fatto che paolo fa il ristoratore, e per questo qualcuno in malafede sostiene che lo ha fatto nel proprio interesse. ma quel qualcuno dimentica che il locale dolcevita è frequentato(e tanto) da persone che vengono quasi tutte da fuori paese e quindi che non frequentano altri bar di scorzè. Paolo ha agito non per i propri interessi ma per proteggere la categoria. Chi ha sbagliato è invece chi ha prodotto troppe licenze che non servivano, e chi non le ha cancellate in vista delle nuove normative. Leggendi il giornale mi ero fatto un'idea sbagliata, perchè sembrava che paolo avesse approfittato della sua carica di assessore per fare quello che voleva o per guadagnare sulle licenze.Poi mi sono informato e le cose sono assolutamente diverse. Una tirata d'orecchie al gazzettino sarebbe il minimo.

d. ha detto...

i giornali cercano lo scoop ad ogni costo e non importa se danneggiano qualcuno, per questa faccenda avevano fatto i manifesti e non mi sembra che ora li abbiano rifatti per spiegare meglio la situazione. In particolare il gazzettino ha dato la notizia in modo scorretto la nuova venezia un po meno ma comunque la gente ha pensato che paolo voleva fare il furbo.

Anonimo ha detto...

SECONDO ME AVEVA PAURA DELLA CONCORRENZA E HA BLOCCATO LE LICENZE PER NON FARE APRIRE ALTRI LOCALI

Anonimo ha detto...

Secondo me, se Paolo voleva aprire un'altro dolcevita si sarebbe preso una autorizzazione magari con un prestanome e questo polverone non si sarebbe alzato. Aprire 9 dolcevita tutti a Scorzè penso sia assurdo, e di un costo enorme.

dani ha detto...

è evidente che è una protesta. Non vedo altre spiegazioni logiche. Forse era meglio se paolo ne parlava prima con la stampa o se faceva più pubblicità, avrebbe evitato tante chiacchiere inutili.

Asburgico ha detto...

L'ennesima dimostrazione di ingenuità, o meglio, di incapacità nel curare la forma delle proprie scelte.
Spiace dirlo, ma questa amministrazione ha una capacità di fare autogoal sulle cavolate, che sembra animata da un profondo spirito masochista ed autolesionista.
C'è poco da fare: i sinistri fanno il bello e cattivo tempo, ma sanno vendersi bene ed apparire candidi, pur non essendolo.
Bisogna imparare da loro.

Anonimo ha detto...

non mi sembra un problema di questa amministrazione, quanto una scelta di un suo componente, che non ha niente a che fare con scelte politiche e che certo non rappresenta nè un problema nè uno scandalo.

Asburgico ha detto...

non é uno scandalo, semplicemente una scelta ingenua.
Io avrei messo in atto la stessa protesta, magari incaricando qualcun altro al fine di togliere ogni possibile malelingua.

mi no so niente ha detto...

non diciamo fesserie per favore!
tutti sappiamo chi è paolo e perchè lo ha fatto. ha avuto paura che qualcuno aprisse altri locali e per due mesi ha fatto lo struzzo con la testa sotto la sabbia sperando che nessuno se ne accorgesse.
anche secondo me lui non dovrebbe temere la concorrenza, però è LUI A NON esserne convinto. per questo lo ha fatto, lo sappiamo tutti.
molti interpretano la politica come una forma di furberia, come il fare i propri interessi senza che si sappia in giro.
la gravità del modo di fare politica di paolo non è nel merito ma nel metodo.: nel far "tuto de scondon", nel godersela se per due mesi nessuno sapeva niente, nel pensare che "tutti fanno così" e quindi è giusto faccia così anche io. Paolo interpreta il classico modo di vivere della classe dirigente di Scorzè. E' un pusillanime, che scoperto con le mani nella marmellata ha cercato di frignare per giustificarsi.
non mi interessa se di destra o di sinistra, uno così deve andare a casa, subito. prima si dia una schiarita di cosa significhi politica e spirito di servizio, poi ritorni pure a fare il consigliere.
e tu, arachesostufo che lo difendi, come spesso accade, sbagli. con la tua tiritera vuoi trasformare un politico inconsistente e culturalmente viscido, in un eroe. ok, quelli che lo criticano in piazza sono forse peggio di lui, ma lui è indifendibile e il fatto che lo difendi per partito preso la dice lunga anche sul tuo modo di fare politica.

ti te se tutto ha detto...

oh, è arrivato colui (o colei) che tutto sa, che tutto conosce, che è nella mente degli altri e ne conosce reconditi desideri e ancestrali paure. Forse questa è la TUA opinione, la VERITA' potrebbe essere tutt'altra cosa. Concedimi di dissentire e di non accettare il tuo Verbo.

Anonimo ha detto...

Non credo che paolo abbia agito mosso da nobili sentimenti però è vero che alla luce delle nuove regole quello che ha fatto è ininfluente. Sul gazzettino l'assessore dichiara come arachesostufo sul blog, che chiunque abbia i requisiti a posto può aprire un locale. Al massimo paolo ha cercato di fare il furbo e non ci è riuscito.

Anonimo ha detto...

caro Arachesostufo,
stai difendendo l'indifendibile. Capisco che appoggi un tuo compagno di coalizione, ma in questo caso paolo ha fatto una cazzata. punto.

d. ha detto...

comunque non c'è niente di strano a difendere la propria attività da nuove regole fatte malamente e che creano disparità.

Anonimo ha detto...

che nell articolo del gazzetino ci sia la mano di qualche grosso gruppo ? mah..

Anonimo ha detto...

se paolo avesse agito veramente nell'interesse di tutti ne sarei contenta ma sono certa che non è così perchè paolo si muove solo per interessi propri e per proprio tornaconto.